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Previdenza complementare dal 1-7-2026
Nuova disciplina dal 1° luglio
Per i neoassunti scatta un nuovo framework di adesione automatica alla previdenza complementare.
1. Obblighi informativi del datore di lavoro
Al momento dell’assunzione, l’azienda deve fornire un’informativa dettagliata su:
accordi collettivi applicabili;
fondo pensione di destinazione;
funzionamento dell’adesione automatica;
alternative disponibili;
termini per esercitare le scelte individuali.
2. Lavoratori di prima assunzione
Sono i soggetti assunti per la prima volta come lavoratori dipendenti del settore privato, esclusi i lavoratori domestici.
Per loro:
adesione automatica dalla data di assunzione;
possibilità di rinuncia entro 60 giorni;
la rinuncia può comportare:
mantenimento del Tfr in azienda o presso Fondo Tesoreria Inps;
conferimento del Tfr a un’altra forma pensionistica complementare.
3. Fondo pensione di destinazione
La destinazione segue questa governance:
fondo previsto da accordi o contratti collettivi;
se coesistono più fondi, prevale quello indicato da accordo aziendale;
in mancanza, prevale il fondo con più iscritti in azienda alla data di assunzione;
in assenza di accordi, adesione alla forma residuale indicata nel Fondo Cometa.
4. Effetti dell’automatismo
La novità non riguarda solo il Tfr.
L’adesione automatica comporta anche:
conferimento del Tfr;
versamento della contribuzione datoriale;
versamento della contribuzione del lavoratore, secondo quanto previsto dagli accordi.
5. Tutela per redditi più bassi
Se la retribuzione annua lorda è inferiore all’assegno sociale annuo:
la contribuzione del lavoratore non è obbligatoria;
può essere esclusa con dichiarazione entro 60 giorni.
6. Contratti a termine e cessazione anticipata
Il meccanismo non si applica:
ai contratti a termine inferiori a 60 giorni;
ai rapporti cessati prima della scadenza dei 60 giorni.
Motivo: manca un adeguato periodo di valutazione da parte del lavoratore.
7. Periodo di prova
Se il contratto collettivo esclude la contribuzione durante la prova:
il datore versa comunque il Tfr dalla data di assunzione;
la contribuzione parte solo dopo il superamento del periodo di prova.
8. Lavoratori non di prima assunzione
Per chi cambia azienda dopo il 30 giugno 2026, l’automatismo opera solo se:
il lavoratore ha già una posizione di previdenza complementare;
vi destina anche solo parzialmente il Tfr.
Non opera se:
il lavoratore è iscritto a un fondo ma versa solo contributi, senza Tfr;
non ha alcuna posizione con Tfr;
ha riscattato integralmente una precedente posizione pensionistica.
9. Impatti operativi per le aziende
Le aziende dovranno aggiornare:
procedure HR di onboarding;
modulistica di assunzione;
informative ai dipendenti;
processi payroll e amministrazione del personale;
raccolta dichiarazioni sulla posizione previdenziale.
10. Impatti per i lavoratori
Per i lavoratori, primo impiego e cambio azienda diventano momenti chiave per:
valutare la destinazione del Tfr;
pianificare la previdenza integrativa;
esercitare consapevolmente le proprie opzioni entro 60 giorni.
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